CHI TI CONTROLLA?
Di Roberto Ballerini

Controllo è una parola chiave del lavoro che verrà (e, in parte, di quello che è già).
Viviamo in un sistema produttivo (e riproduttivo) centrato sul controllo.
Ancora si tende ad identificare con Lavoro quello scandito da un orologio e da un cartellino, mentre tutto il resto è Precarietà (con poche eccezioni che generano Invidia).
Viene pagato il nostro tempo, la quantità, invece del valore di ciò che generiamo.
È un po' come se messi davanti ad una mappa del tesoro e ad una pila di fogli usati da riciclare, venissimo spinti, imprenditori e lavoratori, a scegliere i fogli usati, "perché sono di più".
Questa dinamica favorisce chi ha caratteristiche personali che l* spingono ad eseguire ordini, rispetto a chi sia orientat* ad innovare i prodotti, i processi, le relazioni.
Questa modalità, tra l'altro, penalizza le donne, che nella nostra visione stereotipica sono le principali depositarie dei lavori di cura (dei figli, della casa, degli anziani,...).
Il mondo del lavoro, però, è in via di completa destrutturazione, sotto la spinta dell'automazione e dell'IA.
E allora perché non cogliere l'occasione per costruire nuove relazioni di lavoro, basate sull'autocontrollo invece che sul controllo, sulla condivisione ed il progresso invece che sulla individualizzazione e sullo sviluppo?