Excusatio non petita, accusatio manifesta.
Di Roberto Ballerini

Chi si scusa, si accusa.
Siamo ancora ferm* a questi detti medievali?
Sarà per questo che è così difficile assumerci le responsabilità dei nostri errori? Sono solo scuse?
Quando emerge una criticità, dobbiamo per forza trovare un* colpevole? ogni errore è una colpa? assumersi responsabilità è una scusa che ci incolpa?
Mi chiedo se sia questo il cortocircuito di cui siamo prigionier*, quello che ci fa nascondere le criticità invece di cercare di risolverle, quello che ci fa pensare che serva trovare un* colpevole per i nostri malesseri, per i nostri insuccessi.
Mi guardo dentro e sento il bisogno di comunicarti che io faccio tanti sbagli, che ho dubbi prima e dopo aver preso una decisione, che non faccio quello che predico, che sono UMANO!
Excusatio non petita, accusatio manifesta: se lo faccio mi autoaccuso: certamente ho qualche colpa da farmi perdonare.
Non mi interessa: voglio vivere in luoghi dove le persone si assumano la responsabilità, il rischio, il merito delle proprie scelte e delle proprie azioni. Nel lavoro e nella Vita. In pubblico e dove nessuno le vede.
Sono stufo di lamentele, di facciate, di ipocrisia, di rabbia repressa: non voglio amare il prossimo per partito preso; voglio circondarmi di persone che sbagliano e chiedono scusa; che sanno fare il primo passo; che mi facciano osservare quando divento intollerante, quando divento rabbioso, quando divento arrogante, ma non mi giudichino per questo; perché sanno di essere anche loro così: fallibili, incomplete, UMANE.
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