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PRECARIETÀ

Di Roberto Ballerini

PRECARIETÀ

"Si sta come / d'autunno / sugli alberi / le foglie":

quante volte ho pensato ai versi di Ungaretti nei miei periodi di precarietà, da lavoratore autonomo.

Oggi lo specchio delle aule mi restituisce un mondo di lavoratori dipendenti (quasi sempre uomini, nei luoghi da me frequentati), che sperimentano quel sentimento di precarietà anche alle soglie della pensione.

Non è un bel segno.

Riesco a pensare a due possibili interpretazioni:

  • Chi guida le imprese ha un senso di direzione, ma non lo comunica
  • Chi guida le imprese non ha un senso di direzione

e non sono quale dei due scenari sia peggiore.

Eppure senza grande sforzo si riescono a trovare chiavi di lettura positive di scelte non spiegate:

  • Perché ci aspettiamo sempre il peggio?
  • Perché non abbiamo fiducia delle nostre capacità né come singol* né come gruppo?